Per il sistema fiscale italiano, il 2015 ha rappresentato un anno di profondi cambiamenti nel rapporto tra Stato e contribuenti. La nascita del nuovo modello 730 precompilato ha offerto la possibilità ad ogni contribuente di redigere e inviare direttamente all’Agenzia delle Entrate la propria dichiarazione dei redditi. Nel primo anno, il 2015, la procedura di compilazione ed invio del nuovo modello 730 precompilato è stata attivata da oltre 1,4 milioni di cittadini.

Visto dalla prospettiva degli operatori ed intermediari fiscali, quasi un milione è mezzo di cittadini non si sono rivolti più ad un CAF per la compilazione e/o l’invio del modello 730, preferendo fare da soli. ciò spiega la flessione nella produzione 730 registrata tra il 2014 e il 2015, dal gruppo Caf Acli-Acli Service, passando da 1.445.049 a 1.233.942 mod. 730 (si veda figura 10): si tratta di un calo della produzione del 14,6%.

L’inversione di tendenza nel trend della produzione appare, ad una prima lettura, assai brusca, tuttavia se si entra ancor più tra le pieghe del dato 2015, si scorge una sostanziale tenuta del gruppo. La contrazione della produzione 730 è infatti da addebitare a fattori “fisiologici” derivanti dalla natura della riforma fiscale, la quale non prevede più per i CAF una remunerazione per il servizio di assistenza alla trasmissione dei dichiarativi. A tal proposito, nella pianificazione della campagna fiscale 2015 il gruppo Caf Acli – Acli Service, mettendo in conto l’inevitabile calo della produzione, ha tuttavia fissato obiettivi ambiziosi: mantenere invariata la quota 2014 di consulenza e trasformare almeno il 50% della quota di assistenza alla trasmissione in consulenza. Tutto ciò si è sintetizzato nella quantificazione di un obiettivo 2015 pari a 1,2milioni di modelli 730. L’obiettivo è stato pienamente raggiunto, centrando le quote fissate (95% di fidelizzazione), anche grazie all’arrivo di 90mila nuovi utenti.

Figura 10 – Numero di dichiarazioni mod. 730 trasmesse, anni 2009-2015

La quota di mercato dei mod. 730

Il raggiungimento dell’obiettivo 2015 si è tradotto in una quota di mercato del 7,3% (vedi figura 11), con un arretramento dello 0,8%: un dato tutto sommato coerente con il calo “fisiologico” prodotto dalla riforma fiscale.

C’è da chiedersi, però, se e quanto sia ancora sensato decifrare la portata della performance del gruppo Caf Acli – Acli Service con l’andamento degli anni precedenti. A riguardo, la riforma fiscale non consente più lo sviluppo di un’analisi comparativa dei risultati, poiché ha di fatto determinato un mutamento sostanziale del principale attore in gioco: l’Agenzia delle Entrate. Quest’ultima oggi con l’introduzione del nuovo modello 730 precompilato si configura a tutti gli effetti come un nuovo competitor del mercato dell’intermediazione fiscale.

Per tale ragione, il confronto con gli anni precedenti va considerato in termini puramente indicativi di una dinamica generale, e non un termine di raffronto puntuale. In altri termini, la riforma fiscale ha di fatto inaugurato una nuova fase storica che ha come punto di partenza la campagna fiscale 2015 (da qui il tratteggio negli andamenti dei grafici). Il nuovo mercato fiscale prenderà forma soltanto nel 2018, quando sarà completa la transizione dal vecchio al nuovo sistema fiscale.

Figura 11 - Quota di mercato del Caf Acli, mod. 730, 2009 – 2015