La riclassificazione del bilancio a valore aggiunto globale netto costituisce la parte contabile del bilancio sociale del Caf Acli. Tale riclassificazione permette di evidenziare il contributo che il gruppo Caf Acli – Acli Service dà non solo agli azionisti, ma a tutti principali stakeholder del Caf: personale, banche, azionisti, Pubblica amministrazione, etc. Tale riclassificazione amplia il concetto di valore distribuito estendendolo alla pluralità dei portatori qualificati di interesse, come avviene in realtà: il contributo economico dell’impresa è superiore a ciò che il bilancio in quarta direttiva CEE lascia emergere e nei prossimi paragrafi si evidenzierà questo contributo. Nel primo paragrafo si calcola il valore dell’intera produzione, che è il punto di partenza; nel secondo paragrafo si suddivide la ricchezza prodotta in ricchezza trattenuta all’interno dell’azienda (paragrafo due) e ricchezza distribuita agli stakeholder (paragrafo tre); infine, il paragrafo quattro definisce prospettive e strade da percorrere per il futuro.

Innanzitutto, occorre partire dal valore prodotto dal gruppo, riprendendo il totale dei ricavi per l’anno 2015 dal bilancio economico (figura 19).

Figura 19 – Valore della produzione fiscale, in euro e in % sul totale ricavi, anni 2014 e 2015

Il valore della produzione tipica è passato da 27,7 milioni di euro nel 2014 a 24,6 milioni di euro nel 2015, con un decremento di circa 3 milioni tra i due periodi, pari a -10,8%. Le ragioni principali di questo calo sono dovute alla contrazione dei ricavi dei mod.730 e del nuovo ISEE, rispettivamente -1,4 milioni di euro e -1,1 milioni di euro. Come già illustrato in precedenza, i due prodotti principali, il mod.730 e la certificazione ISEE, sono stati oggetto di profonde modifiche legislative che ne hanno anche alterato, in parte, la natura.

La nascita del nuovo modello 730 precompilato ha, di fatto, aperto la strada ad una nuova figura di competitor nello scenario di mercato. L'Agenzia delle Entrate diventa, oltre che committente del servizio, anche concorrente nello stesso, consentendo al singolo contribuente, attraverso l'utilizzo diretto delle proprie procedure informatiche, di adempiere ai suoi obblighi fiscali attraverso il modello 730, ma senza più l'ausilio di un intermediario fiscale abilitato. Nel suo primo anno di vita, sono stati 1.414.478 gli italiani che hanno scelto di compilare direttamente il proprio modello attraverso lo strumento messo a disposizione dall'Amministrazione Finanziaria dello Stato. Secondo le stime rilasciate dall'Agenzia delle Entrate, invece, saranno circa 3.000.000 gli italiani che trasmetteranno direttamente la propria dichiarazione nel 2016, per arrivare a 4.500.000 nel 2017.

È indubbio che, comunque, l'ISEE resta un prodotto di grande importanza, soprattutto in considerazione del fatto che ad ogni pratica corrisponde sempre un nucleo familiare. E la scelta che sta attuando parte della nostra concorrenza di non fornire più questo tipo di servizio ai cittadini, lamentando la scarsa remuneratività dello stesso, ci deve portare invece ad investire sullo stesso, in prospettiva futura. In tal senso devono essere viste le 136.279 certificazioni ISEE che abbiamo rilasciato a nostri clienti dal 1 gennaio al 21 marzo 2016, rispetto alle 49.396 rilasciate nello stesso periodo del 2015.

Per quanto riguarda gli altri due prodotti in convenzione con l'INPS, è da notare una sostanziale tenuta dei modelli RED che passano da 2 milioni di euro di ricavi a 2,2 milioni di euro (+35.000 pensionati assistiti), mentre i modelli INVICIV subiscono una riduzione del 50% (-143.000 soggetti assistiti) contribuendo in misura assai significativa alla riduzione dei ricavi per 0,5 milioni circa (si veda la voce altri proventi e ricavi).

La contrazione dei ricavi ha influenzato la determinazione dell’utile netto (figura 20). Rispetto allo scorso anno, l’utile è sceso del 34%, passando da 1,28 milioni di euro a 0,84 milioni di euro, un calo di 443mila euro in valore assoluto. Gli utili sono stati accantonati in parte a riserva statutaria (245mila euro) e in gran parte distribuiti alla proprietà (600mila euro).

Figura 20 – Utile netto, in euro e in %, anni 2014 e 2015