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Detrazione per canoni di locazione pagati da studenti fuori sede
31/05/2011Il comma 319 della legge finanziaria 2007 prevede la detraibilità dall’IRPEF del 19% dell’importo del canone di locazione derivante dai contratti stipulati o rinnovati ai sensi della legge 431/1998 da studenti universitari fuori sede che si trovano in determinate condizioni. La legge finanziaria 2008 ha ulteriormente ampliato le tipologie di contratti di affitto per i quali è possibile usufruire della detrazione fiscale da parte degli studenti universitari fuori sede prevedendo l’agevolazione anche per canoni relativi a contratti di ospitalità, nonché agli atti di assegnazione in godimento o locazione, stipulati con enti per il diritto dello studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative.

Considerato che, ai sensi del comma 2 dell’articolo 15, l’agevolazione fiscale spetta anche nel caso in cui l’onere è sostenuto nell’interesse di familiari a carico, la detrazione spetta anche se il contratto di locazione è intestato al genitore che sostiene la spesa.

Per poter usufruire della detrazione delle spese per canoni di locazione è necessario che: - l’università sia ubicata in un comune distante da quello di residenza dello studente almeno 100 km; - il comune di residenza dello studente appartenga ad una provincia diversa da quella in cui è situata l’università.

Per verificare il rispetto del primo requisito è possibile fare riferimento alla distanza chilometrica più breve tra il comune di residenza e quello in cui ha sede l’università, calcolata in riferimento ad una qualsiasi delle vie di comunicazione esistenti, ad esempio ferroviaria o stradale. Il diritto alla detrazione sussiste se almeno uno dei suddetti collegamenti risulti pari o superiore a cento chilometri.

Lo studente, o il familiare di cui lo stesso risulta fiscalmente a carico, non può beneficiare della detrazione in relazione ai contratti di locazione immobiliare, se tali condizioni non sono contemporaneamente soddisfatte.

La detrazione non spetta in caso di contratti di locazione di unità immobiliari situate all’estero, in quanto la norma, fa riferimento a contratti di locazione stipulati ai sensi della legge n. 431 del 1998 e ad altri contratti abitativi stipulati con soggetti individuati dall’ordinamento nazionale.

La detrazione non è fruibile neppure per i contratti di sublocazione non essendo, tale ipotesi, contemplata tra gli schemi contrattuali indicati nell’art. 15, comma 1, lett. i-sexies), del TUIR.

La detrazione spetta per un importo di spesa non superiore a 2.633 euro ed è riconosciuta in relazione ai canoni effettivamente pagati.

Tale importo costituisce, secondo quanto precisato dalla circolare n. 34/E del 4 aprile 2008 e successivamente ribadito dalla circolare n. 20/E del 13 maggio 2011, il limite complessivo di spesa di cui può fruire ciascun contribuente anche se ci si riferisce a più contratti intestati a più di un figlio.

Se il figlio è a carico dei genitori, la circolare n. 34/E del 4 aprile 2008, risposta 8.3, ha precisato che, riguardo alla ripartizione della spesa, è necessario comportarsi nel seguente modo: - quando l’onere è sostenuto per i figli, la detrazione spetta al genitore al quale è intestato il documento comprovante la spesa sostenuta; - quando il documento è intestato al figlio le spese devono essere suddivise tra i due genitori con riferimento al loro effettivo sostenimento, annotando sul documento comprovante la spesa la percentuale di ripartizione, se quest’ultima è diversa dal 50 per cento.

Se uno dei due coniugi è fiscalmente a carico dell’altro, quest’ultimo può considerare l’intera spesa sostenuta, ai fini del calcolo della detrazione. La documentazione necessaria per usufruire della detrazione, che dovrà essere conservata a cura del contribuente, è costituita dal contratto di locazione (o contratti di ospitalità o atti di assegnazione in godimento o locazione) e dalle ricevute di pagamento dei canoni.
 
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