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Detrazioni per spese funebri
30/10/2009Sono detraibili, per un importo massimo di euro 1.549,37, le spese funebri sostenute in dipendenza della morte di persone indicate nell’articolo 433 del codice civile e di affidati o affiliati, ovverosia per la morte di una delle seguenti persone:
• il coniuge;
• i figli legittimi, legittimati, naturali, adottivi e, in loro mancanza, i discendenti prossimi, anche naturali;
• i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi, anche naturali;
• gli adottanti;
• i fratelli e le sorelle;
• i generi e le nuore;
• il suocero e la suocera.

Per usufruire della detrazione non è richiesto che le persone sopra indicate siano a carico o conviventi con il soggetto che ha sostenuto la spesa. La definizione legale di “spesa funebre” non esiste, ma, per essa, s’intende l’erogazione di danaro a compenso di ogni operazione occorrente a portare la salma al cimitero e sistemarla.

Quel che occorre - per precetto legislativo - è che vi sia una “dipendenza”, e cioè un rapporto di causa ed effetto, tra il decesso e la spesa, come è scritto nella legge.

Sono detraibili, perciò, le spese che sono riconducibili al funerale, quali la ricevuta del versamento effettuato al comune per i diritti cimiteriali, la fattura dell’agenzia di pompe funebri e, se fatturati a parte , la spesa del fiorista, quella relativa agli annunci funebri, ecc..

Occorre, inoltre, che le spese “rispondano ad un criterio di attualità rispetto all’evento cui sono finalizzate”. Sono pertanto escluse dalle stesse quelle sostenute anticipatamente dal contribuente in previsione delle future onoranze funebri.

 Non può essere, inoltre, considerata spesa funeraria la traslazione della salma avvenuta, per motivi igienico-sanitari, successivamente alla tumulazione. Il limite di euro 1.549,37 non deve intendersi riferito al periodo d’imposta, ma a ciascun decesso, perciò non può essere superato per effetto di pagamenti della spesa funebre ripartiti in più anni.

La detrazione deve rispettare il criterio di cassa che regola, in linea generale, la detraibilità degli oneri, pertanto, tale spesa va portata in detrazione dal soggetto che l’ha sostenuta, con riferimento al periodo in cui è stato effettivamente versato l’importo indicato sul documento contabile.

 La spesa funebre, entro il predetto limite, può essere ripartita tra più persone, anche se la ricevuta o la fattura quietanzata è intestata o rilasciata ad un solo soggetto, a condizione che nel documento contabile originale sia annotata una dichiarazione di ripartizione della spesa sottoscritta dallo stesso intestatario del documento.

La detrazione per spese funebri prevista dall'articolo 15, comma 1, lettera d) del TUIR spetta al coniuge superstite che dimostri - anche presuntivamente - di averle effettivamente sostenute, anche se la relativa fattura è stata intestata per errore ad altra persona di famiglia.
 
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