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Interessi passivi e oneri accessori
27/04/2012 Parlando della detraibilità degli interessi passivi si fa spesso riferimento agli oneri accessori, ma non sempre è chiaro che cosa comprenda tale fattispecie. Per prima cosa è necessario distinguere gli oneri accessori al mutuo che, al pari degli interessi, costituiscono onere detraibile, da quelli utilizzati per determinare la parte di interessi sulla quale calcolare la detrazione in caso di mutuo eccedente il costo sostenuto per l’acquisto dell’immobile.

Diverse circolari e risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate prendono in esame entrambe le tipologie.

Tra gli oneri accessori del mutuo, per i quali si usufruisce della detrazione, rientrano:

- in base alla circolare del Ministero delle Finanze del 10 giugno 1993 n. 7, quesito 12.4, le maggiori somme corrisposte a causa delle variazioni del cambio di valuta relative a mutui stipulati in ECU o in altra valuta;

- in base alla circolare del Ministero delle Finanze del 2 maggio 1980 n. 13, la cosiddetta “provvigione” per scarto rateizzato e la commissione spettante agli istituti per la loro attività di intermediazione;

- in base alla circolare del Ministero delle Finanze del 12 maggio 2000, n. 95, risposta 1.2.3, le spese notarili, che comprendono sia l'onorario del notaio con riferimento alla stipula del contratto di mutuo, che le spese che il notaio sostiene per conto del cliente, ad esempio gli oneri fiscali quali l’imposta per l’iscrizione o la cancellazione di ipoteca e l’imposta sostitutiva sul capitale prestato;

- le spese di istruttoria e le spese di perizia tecnica.

Non sono, ovviamente, detraibili le spese notarili sostenute con riferimento al contratto di compravendita dell'immobile.

Anche le spese di assicurazione dell’immobile, in base alla circolare dell’Agenzia delle Entrate del 20/04/2005 n.15/E, risposta 4.4, non possono rientrare tra gli oneri accessori non avendo il carattere di necessarietà rispetto al contratto di mutuo.

E’ bene tener presente che la detrazione, riferita specificamente a tali oneri, deve essere fruita nell’anno in cui gli stessi sono sostenuti (presumibilmente nell’anno in cui il contratto di mutuo è stato stipulato).

Pertanto, qualora l’importo delle detrazioni sia superiore all’imposta lorda dovuta o al limite fissato dalle singole norme, l’eccedenza non potrà essere riportata in detrazione negli esercizi successivi e, quindi, non potrà assumere rilevanza in periodi d’imposta diversi da quelli in cui l’onere è stato effettivamente sostenuto. In caso di mutuo eccedente il costo sostenuto per l’acquisto dell’immobile, comprensivo delle spese notarili e degli altri oneri accessori, l’agevolazione deve essere limitata all’ammontare del predetto costo, risultante dalla sommatoria del valore dell’immobile indicato nel rogito, nonché degli altri oneri accessori, debitamente documentati, connessi con l’operazione di acquisto.
 
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