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Ravvedimento operoso in caso di tardiva registrazione del contratto di locazione
22/08/2013 Tutti i contratti di locazione e affitto di beni immobili devono essere obbligatoriamente registrati dal conduttore o dal locatore, indipendentemente dall’ammontare del canone pattuito, versando le imposte dovute. Il termine per la registrazione del contratto di locazione è di 30 giorni dalla data di stipula o dalla sua decorrenza (se anteriore).

Se la durata del contratto non supera i 30 giorni complessivi nell’anno, non si è obbligati alla registrazione del contratto. Il contratto di locazione può essere registrato:

 • con modalità telematica (cioè on line), che è obbligatoria per i possessori di almeno 10 immobili e facoltativa per tutti gli altri contribuenti, purché abilitati ai servizi telematici;
 • con modalità cartacea attraverso la presentazione ad un ufficio dell’Agenzia delle Entrate del modello 69;
• dando l’incarico ad un intermediario abilitato o a un delegato.

 Anche la proroga tacita del contratto d’affitto rientra, ai fini dell’imposta di registro, tra i contratti soggetti a registrazione.

Ai sensi infatti dell’articolo 3, comma 1, lettera a), del Testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, sono, infatti, soggetti a registrazione i contratti verbali di locazione o affitto di beni immobili esistenti nel territorio dello Stato e relative cessioni, risoluzioni e proroghe anche tacite.

Anche per questi adempimenti, in caso di errori o omissioni, è possibile usufruire del ravvedimento operoso. Tale istituto è, infatti, applicabile a tutti i tributi e quindi anche all’imposta di registro sui contratti di locazione ed affitto di immobili urbani.

Attraverso il ravvedimento operoso è possibile regolarizzare sia la tardiva registrazione dei contratti di locazione che il tardivo pagamento dell’imposta di registro dovuta a seguito di proroga, risoluzione e cessione degli stessi. Riguardo all’omissione della richiesta di registrazione, questa può essere regolarizzata:

• entro 90 giorni dal termine di scadenza previsto, a condizione che vengano versate l’imposta dovuta, gli interessi moratori e la sanzione ridotta del 12% (1/10 di 120%) dell’imposta dovuta o dell’imposta in misura fissa e che, entro lo stesso termine, l’interessato presenti l’atto per la registrazione;
• entro un anno dal termine di scadenza previsto, purché vengano versate l’imposta dovuta, gli interessi moratori e la sanzione ridotta del 15% (1/8 di 120%) dell’imposta dovuta o dell’imposta in misura fissa e che , entro lo stesso termine, l’interessato presenti l’atto per la registrazione.

 In caso di mancata effettuazione, alla scadenza prevista, del pagamento dell’imposta dovuta, ad esempio per la proroga, la cessione o la risoluzione di un contratto di locazione, occorre versare, oltre all’imposta non pagata e agli interessi moratori:

• una sanzione dello 0,2% per ogni giorno di ritardo, se il versamento è effettuato entro quattordici giorni dalla scadenza;
• una sanzione del 3% dell’imposta dovuta (1/10 del 30%), se il pagamento viene effettuato dal quindicesimo giorno e comunque entro 30 giorni dalla scadenza; • una sanzione del 3,75% dell’imposta dovuta (1/8 del 30%), se si provvede entro 1 anno dalla scadenza prevista.

Successivamente al versamento dell’importo dovuto, deve essere richiesta la registrazione tardiva del contratto.

Per i versamenti dell’imposta, delle sanzioni e degli interessi bisogna utilizzare solo il modello F23. Nel modello di versamento vanno indicati: - nel campo 6 il codice dell’ufficio; - nel campo 9 la causale “SZ”; - nel campo 10 (spazio “Anno”) l’anno della violazione.

Gli interessi devono essere versati con il codice 731T, mentre il codice della sanzione è 671T. Il ravvedimento è possibile se non è già intervenuto l’ufficio con atti di contestazione, di accertamento ovvero con accessi, ispezioni e verifiche di cui il contribuente ha avuto formale conoscenza.

 In caso di ricevimento dell’avviso di accertamento, anche se non sarà più possibile ricorrere al ravvedimento operoso, sarà comunque possibile pagare le sanzioni in misura ridotta se:
 - il pagamento viene effettuato entro i termini per proporre ricorso (cosiddetta “acquiescenza”); in questo caso si verserà 1/3 della sanzione irrogata dall’ufficio con l’atto di accertamento;
 - l’accertamento viene definito “per adesione”, procedimento in cui l’imponibile può risultare in misura inferiore rispetto all’atto di accertamento, con conseguente determinazione di sanzione diversa da quella precedentemente irrogata dall’ufficio.

La possibilità di usufruire della riduzione della sanzione non è però prevista nel caso in cui il contratto sia stato registrato ma sia stato omesso il pagamento dell’imposta per le annualità successive.
 
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