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Trattamento fiscale dei redditi da lavoro dipendente dei frontalieri in Svizzera
13/07/2009L’articolo 15, paragrafo 4, della Convenzione per evitare le doppie imposizioni stipulata tra l’Italia e la Svizzera stabilisce che il regime fiscale applicabile ai redditi, ricevuti dai lavoratori frontalieri, in corrispettivo di un’attività dipendente è regolato dall’Accordo tra l’Italia e la Svizzera relativo alla imposizione dei lavoratori frontalieri ed alla compensazione finanziaria a favore dei Comuni italiani di confine del 3 ottobre 1974 (ratificato con la legge 26 luglio 1975, n. 386), i cui articoli da 1 a 5 costituiscono parte integrante della Convenzione stessa. In base all’articolo 1 di tale accordo, i salari, gli stipendi e gli altri elementi che fanno parte della remunerazione che un lavoratore frontaliero riceve in corrispettivo di una attività dipendente sono imponibili solo nello Stato in cui tale attività è svolta.

La definizione di lavoratore frontaliero non è fornita dalla Convenzione, ma può essere ricavata dall’Accordo, nella parte in cui vengono dettate le norme in base alle quali i Cantoni svizzeri confinanti con l’Italia versano ogni anno a beneficio dei comuni italiani di confine una parte del gettito fiscale proveniente dalla imposizione delle remunerazioni dei frontalieri italiani.

In attuazione di tale accordo, il Ministero dell’economia e delle finanze determina, con apposito decreto, stabilisce il criterio di ripartizione delle somme affluite per compensazione finanziaria a favore dei comuni, formalmente individuati come di confine, il cui territorio sia compreso, in tutto o in parte, nella fascia di 20 Km dalla linea di confine con l’Italia dei tre Cantoni del Ticino, dei Grigioni e del Vallese.

La nozione di frontaliero, relativamente ai rapporti con la Svizzera di regolazione tributaria dei redditi in questione, riguarda solo i lavoratori che quotidianamente si recano dalla propria residenza, sita in un Comune prossimo al confine, nell’ambito della fascia di 20 Km dallo stesso, in uno dei suddetti Cantoni confinanti con l’Italia.

La soppressione delle zone di frontiera con la Svizzera, avvenuta il 1 giugno 2007, allo scadere del periodo transitorio dell’Accordo del 21 giugno 1999, in vigore dal 1 giugno 2002 tra la Svizzera e la Comunità europea sulla libera circolazione delle persone, incide sulla mobilità geografica dei frontalieri e sulla loro capacità di esercitare un’attività economica su tutto il territorio dello Stato di lavoro ma non assume rilevo ai fini del trattamento fiscale dei redditi di lavoro dipendente prestato dal lavoratori frontalieri che continua ad essere disciplinato nei limiti e nei termini di cui al citato Accordo bilaterale del 3 ottobre 1974.

Pertanto, se il contribuente risiede in un comune rientrante nella fascia di confine compresa nei 20 km non dovrà dichiarare in Italia il reddito svizzero da lavoro dipendente percepito. Se il contribuente risiede in un comune al di fuori della fascia di confine in relazione alla quale trovano applicazione le disposizioni del sopra citato Accordo, si farà riferimento alla disciplina generale dettata dall’articolo 15, paragrafo 1, della Convenzione contro le doppie imposizioni conclusa fra Italia e Svizzera, ai sensi del quale il reddito di lavoro dipendente prodotto in Svizzera da un residente italiano è tassato sia in Italia che in Svizzera.

Per quanto riguarda la tassazione del reddito in Italia, l’articolo 1, comma 204, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 prevede che, per gli anni 2008, 2009 e 2010, i redditi derivanti da lavoro dipendente prestato, in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto, all'estero in zone di frontiera ed in altri Paesi limitrofi da soggetti residenti nel territorio dello Stato concorrono a formare il reddito complessivo per l'importo eccedente 8.000 euro.

Al contribuente spetta, comunque, ai sensi dell’articolo 24 della suddetta Convenzione, un credito per le imposte pagate all’estero, ma l’ammontare della deduzione non può eccedere la quota di imposta italiana attribuibile a tale reddito nella proporzione in cui lo stesso concorre alla formazione del reddito complessivo. Perciò, come previsto dal comma 10 dell’articolo 165 del TUIR, se il reddito prodotto all’estero concorre parzialmente alla formazione del reddito complessivo, anche l’imposta estera deve essere ridotta in misura corrispondente.
 
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